Sezione corrente: Natura Outdoor › Escursionismo › Via Francigena Morenico-Canavesana
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MIRÓ. SOGNO E COLORE
Dal 04/10/2017 Al 14/01/2018
Oltre cento opere, per lo più dipinti a olio di grandi dimensioni, ripercorrono l’ultimo periodo artistico del grande pittore catalano...


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  • Carema - Settimo Vittone (km 6,3)

    Dopo l’ultima tappa valdostana di Pont Saint Martin, si entra in Piemonte a Carema, caratteristica per i suoi vigneti abbarbicati sui terrazzamenti creati dall’uomo sulle pendici della montagna: una vera opera d’arte, come il nobile e raro vino Carema, prodotto unicamente qui. Situata all’imbocco della Valle d’Aosta, già in epoca romana costituiva un importante punto di transito militare e commerciale da e verso le Gallie. La conformazione urbana ha mantenuto un impianto di tipo medioevale, in cui spiccano pregevoli edifici quali la Torre degli Ugoni e la Grand Maison (X-XIII sec.). Nel Comune di Carema si possono anche ammirare gli imponenti ruderi del Castello di Castruzzone (XII sec.), in posizione dominante sul fondovalle.

    Settimo Vittone - Borgofranco d'Ivrea (Km 6)

    Attraverso sentieri immersi nel bosco si arriva a Settimo Vittone e a uno dei complessi architettonici romanici più importanti del Piemonte: la Pieve di San Lorenzo, con pianta a croce latina e pregevoli cicli di affreschi (X-XIV sec.), e il Battistero di San Giovanni Battista (VIII-XI sec.), ad abside quadrata e con un campaniletto aggiunto nel XIII sec. Qui, secondo la tradizione, sarebbe sepolta Ansgarda, moglie ripudiata del re dei Franchi Ludovico il Balbo, morta nell’889. Percorrendo un’antica mulattiera si raggiunge lo scenografico Castello di Montestrutto, ricostruito in stile neogotico alla fine dell’800 sui resti di un antico fortilizio medievale e affiancato dalla chiesetta romanica di San Giacomo.

    Borgofranco d'Ivrea - Montalto Dora (Km 3,3)

    Il percorso prosegue verso la zona dei Balmetti, cantine naturali ricavate negli anfratti della montagna e caratterizzate da una corrente d’aria naturale a temperatura costante di 6-7 gradi, in cui si conservano vino, formaggi e salumi. Si raggiunge quindi Borgofranco d’Ivrea, sorto nel XIII sec. in seguito all’unione delle popolazioni di Biò, Quinto e Mombueno a scopo difensivo: al centro del paese sono conservati i resti dell’antico borgo fortificato a pianta rettangolare mentre la Torre Civica, trasformata in campanaria, era una torre del ricetto.

    Montalto Dora - Ivrea (Km 6,8)

    Percorrendo un sentiero alle falde delle colline moreniche si arriva a Montalto Dora: nel centro storico, di impronta medioevale, si incontrano interessanti esempi di architettura rurale, contraddistinti da loggiati a più piani affacciati su cortili interni. Il cammino prosegue nell’area dei 5 Laghi attraverso una suggestiva passeggiata tra i boschi e i vigneti che circondano il Lago Pistono e le curiose Terre Ballerine: lungo il percorso si può ammirare il Castello (XIV-XV sec.), antico fortilizio difensivo restaurato alla fine del 1800 dall’architetto Alfredo D’Andrade.

    Ivrea - Cascinette d'Ivrea (Km 3,8)

    Dopo un breve tratto che tocca il balneabile Lago Sirio si giunge a Ivrea, la romana Eporedia e la medioevale Yporegia, che riveste da sempre un importante ruolo strategico. Nella città alta sorge la Cattedrale di Santa Maria, voluta dal Vescovo Warmondo (969-1005) sulle vestigia di un tempio romano: conserva molti degli elementi romanici originali, come la cripta con affreschi del XI-XIII sec., i campanili, il tiburio e l’esterno dell’abside, accanto alla quale si possono vedere i resti del Chiostro dei Canonici. Al suo fianco si erge l’imponente Castello “dalle rosse torri”, costruito nel 1358 da Amedeo VI di Savoia come fortezza. Sull’altro lato della piazza il Palazzo Vescovile mostra ancora alcune caratteristiche della casaforte medioevale: il Torrione del Vescovo, i merli a coda di rondine, i fregi e le spesse mura.

    Cascinette d'Ivrea - Burolo/Bollengo (Km 4,9)

    Attraverso sentieri pianeggianti si prosegue per Cascinette d’Ivrea, che sorge su uno sperone dioritico estrema propaggine dei colli digradanti da Chiaverano, di cui fu frazione sino al 1925. Qui merita una sosta il suggestivo Lago di Campagna, di origine glaciale come tutti i laghi dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.

    Burolo/Bollengo - Palazzo Canavese (Km 4)

    Il sentiero continua lungo fitti boschi e campi coltivati, toccando Burolo e Bollengo, quest’ultimo antico borgo franco originato nel 1250 dagli insediamenti di Pærno e Pessano. Si giunge quindi alla Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo (XI sec.), caratterizzata dall’ingresso attraverso il campanile, al centro della facciata, mentre all’interno si individuano i resti di affreschi risalenti al XV sec. e forse attribuibili a Domenico della Marca di Ancona.

    Palazzo Canavese - Piverone (Km 4)

    La tappa successiva è Palazzo Canavese, di probabile origine romana come testimoniano alcuni resti attribuibili a tale periodo. Il centro storico, arroccato su un terrazzo affacciato in posizione panoramica sull’estesa pianura, conserva la Torre Campanaria, evidente testimonianza dell’impianto urbano medioevale.
    Salendo lungo la collina morenica si giunge a Piverone, sorto nel XIII sec. dall’unione dei borghi di Unzasco e Livione, di cui sono giunti fino a noi i resti della piccola Chiesa di San Pietro detta Gesiun (XI sec.), unica per il suo tiburio cubico che si sviluppa in un campanile sormontato da una copertura piramidale: degli affreschi del presbiterio resta un piccolo frammento che raffigura una mano che regge un libro e due chiavi, attributi di San Pietro.
    Da qui si gode di un bellissimo panorama sulla sponda biellese del Lago di Viverone, dove la Via Francigena tocca il Castello di Roppolo, sede dell’Enoteca Regionale della Serra, e prosegue per Cavaglià e Santhià.
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