Traversata delle undici valli

11 VALLI – 415 KM – 15.500 d+ – 15.200 d-
11 VALLI “ENDURO” – 282 KM – 7.720 d+ – 14.280 d-


Questo tour è molto di più di una classica traversata delle Alpi.
Si tratta di un viaggio attraverso le ultime valli originali di tutta la regione alpina.
Un viaggio che ci porta indietro di decenni e persino secoli, in un mondo ormai scomparso. Le mulattiere con muretti a secco sono tipiche delle "11 Valli". Questi sentieri erano all'epoca le arterie principali che rendevano possibile il commercio e i contatti tra le valli. Percorrendoli sentiamo il passare del tempo.
Ci sono anche molte altre vie storiche come le rotte commerciali del Medioevo, le vie di pellegrinaggio del 15° secolo, le strade militari create a partire dal 16° secolo o anche le vie dell'industria mineraria nate dal 18° secolo in poi.
Tutti quanti formano un'ampia rete stradale che ci permette di penetrare in bici in zone molto isolate e di capire bene il loro contesto socioculturale e storico.
Percorrere un paesaggio culturale del genere con la mountain bike è un'esperienza unica. Poter fare un'immersione in uno degli ultimi paesaggi alpini originali è un privilegio che non bisogna lasciarsi sfuggire.
In queste valli la cucina tipica piemontese e l'ospitalità vengono ancora celebrate.
Durante il nostro tour vivremo le 11 valli letteralmente con tutti i nostri sensi!


Testi
: Lukas Stöckli, Axel Molinero
Foto: Matthias Schlüssel
www.lukasstoeckli.ch - www.atracktive.com

Traversata delle undici valli
11 VALLI – 415 KM – 15.500 d+ – 15.200 d-
11 VALLI “ENDURO” – 282 KM – 7.720 d+ – 14.280 d-

Questo tour è molto di più di una classica traversata delle Alpi.
Si tratta di un viaggio attraverso le ultime valli originali di tutta la regione alpina.
Un viaggio che ci porta indietro di decenni e persino secoli, in un mondo ormai scomparso. Le mulattiere con muretti a secco sono tipiche delle "11 Valli". Questi sentieri erano all'epoca le arterie principali che rendevano possibile il commercio e i contatti tra le valli. Percorrendoli sentiamo il passare del tempo.
Ci sono anche molte altre vie storiche come le rotte commerciali del Medioevo, le vie di pellegrinaggio del 15° secolo, le strade militari create a partire dal 16° secolo o anche le vie dell'industria mineraria nate dal 18° secolo in poi.
Tutti quanti formano un'ampia rete stradale che ci permette di penetrare in bici in zone molto isolate e di capire bene il loro contesto socioculturale e storico.
Percorrere un paesaggio culturale del genere con la mountain bike è un'esperienza unica. Poter fare un'immersione in uno degli ultimi paesaggi alpini originali è un privilegio che non bisogna lasciarsi sfuggire.
In queste valli la cucina tipica piemontese e l'ospitalità vengono ancora celebrate.
Durante il nostro tour vivremo le 11 valli letteralmente con tutti i nostri sensi!


Testi
: Lukas Stöckli, Axel Molinero
Foto: Matthias Schlüssel
www.lukasstoeckli.ch - www.atracktive.com

  • 1a tappa: Vie storiche del commercio e antiche regioni viticole

    Ivrea – Le Capanne (45 km / 2.150 d+; "ENDURO": 32 km / 1.050 d+ / 980 d-)

    Il nostro tour inizia nel Piemonte nord-occidentale, nella storica Ivrea, città fondata nel 100 avanti cristo dai Romani.
    Ivrea si trova sull’importante strada romana che portava ad Aosta. Da un punto di vista storico-culturale vale veramente la pena visitarla.
    Ma è anche impressionante esplorare il paesaggio naturale dei suoi dintorni che ci è stato lasciato dopo l’ultima epoca glaciale dal ghiacciaio Balteo, che percorreva la vallata della Dora Baltea.
    La “Serra”, la più grande morena delle Alpi, che si eleva a 600 metri sopra la valle e si estende per 30 chilometri sulla pianura padana, è sicuramente l’ highlight naturale da vedere.
    La prima salita impegnativa del tour ci porta esattamente sulla cresta della Serra.
    La vista da lì sul Canavese e sul Biellese è stupenda. Il nostro percorso passa su sentieri medievali fino alle porte della Val d’Aosta, lungo il quale ritroviamo numerose rovine di case, testimonianze delle attività commerciali di un’epoca. Ci sono anche numerosi sentieri tortuosi che ci conducono nel cuore di una regione vinicola nella quale si è sviluppato durante secoli un tipo di vino unico. Dopo la pausa pranzo cambiamo versante e ci troviamo nelle Alpi Graie.
    Sulla strada verso il nostro albergo ci sono dei villaggi spopolati che ci ricordano che l’industrializzazione nelle città lascia le sue tracce.
    Il nostro tour finirà a 1.100 metri sul livello del mare con una buona e ben meritata cena al nostro albergo!

    2a tappa: Fra quattromila e pianura padana

    Le Capanne - Sparone (55 km / 1.850 d+; "ENDURO": 41 km / 1.070 d+ / 2.610 d-)

    La nostra seconda giornata inizia con un riscaldamento su strada sterrata seguito da un portage su un sentiero un po’ esposto ma con una vista panoramica affascinante: dietro di noi scorgiamo le vette del Monte Rosa e del Cervino, mentre ai nostri piedi si estende la pianura padana, che sembra non aver fine. Osservare l’alba su questa vasta pianura è uno spettacolo naturale assolutamente da non perdere!
    La discesa successiva è una delizia. Divertente, variata, impegnativa e, soprattutto, ancora una volta con tante viste panoramiche. Ci porta nel Canavese e nei contrafforti meridionali del ghiacciaio Balteo. Anche qui i laghi e i campi fertili caratterizzano il paesaggio idillico. In un saliscendi continuo su strade sterrate, stradine di montagna e piccoli sentieri attraversiamo questa regione morenica. Ogni metro fatto in salita verrà ricompensato da una vista sorprendente.
    Dal Pian del Lupo si può osservare la pianura padana a perdita d’occhio. In basso si trova la Valle di Locana.
    Una discesa varia ed emozionante su una mulattiera antica e ben nascosta dalla vegetazione ci porterà a valle in luoghi che, anche se distano solo un’ora di macchina da Torino, sembrano appartenere ad un’altra epoca, lontana dai grandi flussi turistici.

    3a tappa: Abbandonato e dimenticato

    Sparone - Traves (59 km / 2.300 d+; "ENDURO": 52 km / 1.780 d+ / 2.120 d-)

    La Valle di Locana è una delle valli più lunghe del Piemonte e confina a sud con il Parco Nazionale Gran Paradiso. Una volta l’industria mineraria, l’agricoltura di montagna e il pellegrinaggio caratterizzavano la vita del Canavese.
    Nomi come "Santuario Milani", "Madonna della Neve" o "Miniera dell’oro" sono testimonianze di queste attività. Sul nostro percorso vedremo spesso delle case abbandonate con addirittura l’arredamento di una volta.
     Il sentiero “verso il passato” è un po’ impegnativo e richiede forza e buona tecnica di guida. Si tratta anche del passaggio nelle pittoresche Valli di Lanzo. Un bel single track costeggia il torrente Tesso
    Troviamo anche qui rovine di antichi mulini, centri di lavorazione del grano, ormai da tempo abbandonati. Entriamo in un fitto bosco e passiamo attraverso il borgo Moiasetto. Qui non ci vive più nessuno e la natura lo sta conquistando piano piano. Impressionante. La vecchia mulattiera è stata ripristinata negli ultimi anni, i muri a secco risistemati.
    Un atto di forza per non dimenticare lo splendore di questo paesaggio culturale?

    4a tappa: Fino alla fine delle Alpi Graie

    Traves-Avigliana (80 km / 2.700 d+; "ENDURO": 51 km / 660 d+ / 2.650 d-)

    Una stretta strada di montagna collega la Val d’Ala con le borgate superiori e ci conduce, dopo aver scollinato un piccolo colle, in Valle di Viù. Prima di iniziare la discesa, pedaliamo su un altopiano pittoresco con alcuni alpeggi sparsi. Solo pochi sono ancora in uso. Gli altri vengono sepolti dalla natura. Solo con un buon senso dell’orientamento si riesce a trovare il sentiero tra una vegetazione lussureggiante che dopo molti chilometri ci porterà giù in valle e che una volta univa molti pascoli, villaggi e borghi. Per questo motivo è stato ben costruito e mantenuto. Ponti, tornanti e un tracciato affascinante fanno di questo sentiero un’opera dell’ingegneria della costruzione. È sicuramente una delle più belle mulattiere che ci siano. 
    Sull’altro versante una vecchia strada militare ci porta al colle, a 2.100 metri slm, dove una grande cappella testimonia che questa era una volta un’importante via di pellegrinaggio. Giù in basso si trova la Val di Susa. Una delle migliori bike destination delle Alpi. Non vediamo l’ora di fare la discesa con 1.700 metri di dislivello negativo. È poco ripida e ha decisamente molto “flow”.
    Una delle migliori di tutte le Alpi! A fine giornata l’attraversamento del fiume Dora Riparia segna la fine della discesa e l’inizio delle Alpi Cozie, dove pedaleremo nei giorni successivi.

    5a tappa: Viaggio nel passato

    Avigliana - Massello (87 km / 3.250 d+; "ENDURO": 53 km / 1.630 d+ / 2.710 d-)

    Oggi c’è in programma uno degli highlight storico-culturali del nostro tour: la "Sacra di San Michele", un’abbazia fondata nel 983, simbolo oggi del Piemonte. Questo affascinante capolavoro dell’architettura domina dalla sua posizione esposta la bassa Valle Susa. Da lì una fantastica discesa ci porta di nuovo alla civiltà, questa volta in Val Sangone. A Giaveno l’andirivieni è vivace.
    I caffè del centro storico invitano a fare una pausa. Purtroppo non possiamo fermarci a lungo ma ci sarà comunque tempo per un buon caffè! Il nostro percorso prosegue su una ripida pista forestale verso la Val Chisone. La Val Chisone è la più settentrionale delle valli valdesi. Passiamo attraverso borghi abbandonati e valloni isolati. A prima vista i borghi sembrano ancora abitati ma in realtà qui non ci vive quasi più nessuno.
    Il sentiero dei “Sette Ponti" era una volta la via principale di collegamento con il mondo esterno. Su sette chilometri si passa attraverso boschi e gole per poi raggiungere la valle. All’inizio è molto impegnativo ma poi diventa sempre più scorrevole. Arriveremo a valle a un ritmo vertiginoso! Siamo molto impressionati dal sentiero, dalla solitudine, dalla natura selvaggia e, soprattutto, dall’originalità di questa valle. Entriamo quindi in Val Germanasca, un’altra valle valdese. 
    Qui, più che altrove, il tempo sembra non essere passato e ci si immerge completamente nella storia immersione. I campi vengono ancora coltivati in modo tradizionale da qualche anziano contadino. Cammini in buono stato ci conducono all’interno di questa valle nascosta che esploriamo con le nostre bici moderne.
    Il contrasto non poteva essere maggiore!

    6a tappa: L’industria mineraria – Il futuro di una volta nelle valli

    Massello-Chiabriera (45 km / 2.000 d+; "ENDURO": 35 km / 1.290 d+ / 2.050 d-)

    Momento clou del nostro tour è l’attraversamento di un’antica miniera in bici. In oltre 200 anni sono state costruite nelle montagne gallerie dove rotaie e funicolari servivano all’estrazione del talco.
    Dal loro abbandono, negli anni 90, quasi nulla è cambiato. Strumenti, vagoni, e addirittura abiti da lavoro sono ancora lì, dove erano stati appesi l’ultimo giorno di lavoro.
    Ci spostiamo all’interno della "Galleria Gianna", a trecento metri sotto la cima, da una valle all’altra e raggiungiamo al pomeriggio, a 1.750 metri slm, il punto più alto della giornata.
    Il percorso si svolge su salite ripide, su piste di ghiaia e su single track impegnativi che mettono a prova biker e materiale, ma quello che stiamo per fare si rivelerà una delizia per gli amanti dei sentieri epici: una lunga discesa su mulattiera, che un tempo collegava valle e alpeggi, è un altro fiore all’occhiello di questo tour e farà aumentare i nostri livelli di adrenalina!

    7a tappa: I Valdesi – le loro valli, le loro lotte, la loro fede

    Chiabriera-Torre Pellice (40 km / 1.200 d+; "ENDURO": 18 km / 240 d+ / 1.160 d-)

    L’ultima tappa è all’insegna dei valdesi e ci porterà in Val Pellice e per la precisione fino a Torre Pellice, centro principale della chiesa valdese. I valdesi appartengono a una confessione protestante, che ebbe origine nel 12° secolo nel sud della Francia. Durante il Medioevo furono perseguitati dalla chiesa cattolica come eretici. Trovarono rifugio (soprattutto tra il 16° e 19° secolo) nelle valli Chisone, Germanasca e Pellice, che erano difficilmente accessibili. Per questo motivo queste valli vengono oggi denominate Valli Valdesi.
    Una salita con pendenza costante ci porta all’ultimo colle e all’ultimo punto panoramico della nostra traversata da dove si scorge il Monviso. Con i suoi 3.840 m questa maestosa montagna troneggia sulla pianura padana. Che spettacolo!
    La discesa a valle richiede la massima concentrazione, soprattutto all’inizio perché dopo diventerà più scorrevole. Si succedono un breve tratto di strada sterrata e dei sentieri molto divertenti. La discesa nel fitto bosco sembra non voler finire mai. Gli ultimi chilometri si svolgeranno su delle strade di campagna che ci condurranno attraverso dei borghi pittoreschi fino a Torre Pellice.
    Insomma un finale come si deve!
ESPANDI


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