così lo scienziato svedese Carl von Linné definì nel 1753 i frutti dell'albero del cacao, attribuendo loro proprietà uniche e ineguagliabili. In Italia fu il Piemonte a importare, nel 1559, la straordinaria materia prima, creando una delle bevande più golose di sempre: il
cioccolato.
E quando nel 1678 la Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours ne autorizzò la diffusione, si decretò ufficialmente il successo di una specialità torinese che è stata poi declinata in mille versioni: dal gianduiotto, mix di cacao e nocciola, al cremino, doppio strato di gianduia con un cuore di nocciola o caffè, dall'alpino, ricolmo di liquore, al bicerin, bevanda di cioccolato, latte e caffè. Dalla personale cameriera delle famiglie aristocratiche specializzata nella preparazione della classica tazza di cioccolata (la “molina”) si passò in breve ai maestri cioccolatieri (i “cicôlaté”) attivi in tutta la provincia, custodi di un'arte che ancora oggi si tramanda di padre in figlio all'interno di aziende artigianali che uniscono creatività e innovazione alla fedeltà per la tradizione. Perché alle infinite varietà di cioccolatini e creme di cacao ideali da spalmare sul pane (alla nocciola, alle castagne, alla vaniglia, alla cannella…), la provincia di Torino vanta anche prodotti “leggendari” come la Torta '900, ideata alla fine dell'Ottocento, in onore del nuovo secolo, dal maestro pasticcere Ottavio Bertinotti nel suo laboratorio di Ivrea: e depositata per mantenerne l'assoluta esclusiva alla Pasticceria Balla. Protetto anche il segreto della Torta Zurigo di Pinerolo, commissionata dalla Principessa Jolanda di Savoia: preparata con cialda frolla al cacao farcita con crema chantilly al torrone e cioccolato, è guarnita con scaglie di cioccolato amaro e ciliegie sotto spirito glassate e si può trovare solo da "Il Pasticcere" di Monaco Maria.
Un cioccolatino per raccontare i sapori e le tradizioni dei parchi !
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