Menù del Pellegrino


Nel Medio Evo chi si metteva in viaggio per un lungo periodo, sia per penitenza e salvezza spirituale, sia per diletto e a fini mercantili, si imbatteva in ospizi o luoghi di sosta capaci di offrire ristoro come hostarie e conventi. Luoghi che servivano da assistenza ai pellegrini e ai viandanti anche dal punto di vista gastronomico offrendo pietanze che hanno caratterizzato la cucina nel periodo medioevale.
Piatti molto vari e saporiti che sapevano sfruttare al meglio i prodotti locali e che si rivelano profondamente attuali perché legati al territorio e alla stagionalità: sapori antichi di erbe spontanee si sposavano a quelli delle verdure dell'orto e delle carni della fattoria.


Oggi come allora i pellegrini e gli escursionisti ma anche i semplici curiosi, possono intraprendere, passo dopo passo, un vero e proprio viaggio alla scoperta dei sapori del territorio assaporando lungo il percorso, le ricette di un'antica cucina sapientemente selezionate dai ricettari medioevali. Una vera e propria avventura dell'anima e della tavola, dove cultura e acquolina vanno a braccetto.


Qualche esempio? “Bignette” verdi, frittatine di cipolle e risotto del Viandante oppure tagliere di salumi, tomini freschi con miele e noci e zuppa "d'amon" con fave o castagne da alternare alla zuppa "l'adrej" di cereali ed erbette di stagione o a quella "mitunà" con brodo, pane duro e toma.
I locali, inoltre, ricreano l'atmosfera di un tempo evocando lo spirito del pellegrinaggio mediante dettagli studiati ad hoc, sia all'esterno del locale sia internamente, oltre che attraverso l'apparecchiatura della tavola.


Trattorie e ristoranti lungo la Via Francigena Piemontese si impegnano a proporre il “Menu del Pellegrino” per trasformare una “semplice” sosta gastronomica di assaggio dei prodotti del territorio in un tuffo nel Medioevo, proponendo piatti della tradizione.

Menù del Pellegrino

Nel Medio Evo chi si metteva in viaggio per un lungo periodo, sia per penitenza e salvezza spirituale, sia per diletto e a fini mercantili, si imbatteva in ospizi o luoghi di sosta capaci di offrire ristoro come hostarie e conventi. Luoghi che servivano da assistenza ai pellegrini e ai viandanti anche dal punto di vista gastronomico offrendo pietanze che hanno caratterizzato la cucina nel periodo medioevale.
Piatti molto vari e saporiti che sapevano sfruttare al meglio i prodotti locali e che si rivelano profondamente attuali perché legati al territorio e alla stagionalità: sapori antichi di erbe spontanee si sposavano a quelli delle verdure dell'orto e delle carni della fattoria.


Oggi come allora i pellegrini e gli escursionisti ma anche i semplici curiosi, possono intraprendere, passo dopo passo, un vero e proprio viaggio alla scoperta dei sapori del territorio assaporando lungo il percorso, le ricette di un'antica cucina sapientemente selezionate dai ricettari medioevali. Una vera e propria avventura dell'anima e della tavola, dove cultura e acquolina vanno a braccetto.


Qualche esempio? “Bignette” verdi, frittatine di cipolle e risotto del Viandante oppure tagliere di salumi, tomini freschi con miele e noci e zuppa "d'amon" con fave o castagne da alternare alla zuppa "l'adrej" di cereali ed erbette di stagione o a quella "mitunà" con brodo, pane duro e toma.
I locali, inoltre, ricreano l'atmosfera di un tempo evocando lo spirito del pellegrinaggio mediante dettagli studiati ad hoc, sia all'esterno del locale sia internamente, oltre che attraverso l'apparecchiatura della tavola.


Trattorie e ristoranti lungo la Via Francigena Piemontese si impegnano a proporre il “Menu del Pellegrino” per trasformare una “semplice” sosta gastronomica di assaggio dei prodotti del territorio in un tuffo nel Medioevo, proponendo piatti della tradizione.


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