Percorso 1 - Da Rivoli a Torino e da Alpignano a Torino (Km 31)



Percorso 1 - Da Rivoli a Torino e da Alpignano a Torino (Km 31)


  • Rivoli - Torino (Km 14,2)

    Rivoli è la romana mansio ad octavum, individuata nei pressi della Cascina Bastone, dove un tempo sorgeva la Chiesa di Santa Maria de Strata: la collina morenica fa da sfondo al percorso della via ad Galliam, testimoniata da scavi archeologici di una mansio e di una necropoli.
    Tuttavia la Rivoli antica si raccoglie attorno all’altura dominata da un fortilizio dell’XI secolo, che nel tempo subì rifacimenti e ampliamenti, in particolare in epoca barocca per l’intervento dell’architetto di corte Filippo Juvarra: il suo grandioso progetto di residenza sabauda rimase incompiuto, ma dal 1984 il Castello ospita il Museo d’Arte Contemporanea, importante sede di mostre ed eventi internazionali. La città è ancora permeata di elementi che ricordano il fastoso periodo sabaudo, come la Casa del Conte Verde, dimora di Amedeo VI di Savoia, e la Via di Francia, importante direttrice stradale verso la capitale Torino. A Rivoli, inoltre, veniva riscosso il pedaggio per salire ai valichi transalpini.


    Il percorso originario verso Torino è oggi molto infrastrutturato per il lungo rettilineo trafficato di Corso Francia, che attraversa la zona di Collegno: la mansio ad quintum lungo Via delle Gallie divenne un centro abitato di notevole importanza in epoca longobarda intorno alla Chiesa di San Massimo, la più antica chiesa cardinalizia dei vescovi di Torino, voluta quale avamposto strategico lungo la Via Francigena; il fortilizio sorto su un dirupo verso la Dora Riparia e costituito un tempo da cinque torri difensive, è oggi noto come Castello Provana: ampliamenti e ricostruzioni fra 1600 e 1644 si devono infatti alla famiglia Provana di Carignano. Risale invece al 1641, per volere della reggente Maria Cristina, la Certosa, gestita dai padri certosini sino al 1853, quando venne destinata a Reale Ospedale Psichiatrico: il grandioso portale d’accesso fu progettato nel 1737 dall’architetto Juvarra su commissione di Carlo Emanuele III di Savoia.
    Nel recente passato Collegno ha visto nascere le prime industrie di filiera, in particolare la manifatturiera con la fabbrica Leumann: resta intatto il Villaggio Leumann, un organizzato borgo operaio oggi sede di un ecomuseo che ne racconta le origini e gli sviluppi.
    L’itinerario segue il rettilineo Corso Francia e, poco a monte di Piazza Massaua, si congiunge con quello proveniente da Alpignano lungo Corso Marche: da qui prosegue sino a Piazza Statuto in Torino.

    Alpignano - Torino (Km 16,8)

    L’itinerario francigeno proveniente da Caselette giunge lungo la pista ciclabile ad Alpignano, nella cui Chiesa di San Martino di Tours è conservato uno mirabile crocifisso ligneo dello scultore settecentesco Carlo Giuseppe Plura. La città fu colonia romana ed è citata nel Medioevo per la presenza di una importante domus hospitali sulla Strada di Francia, un tempo alle dipendenze dall’Abbazia di Novalesa; oggi è nota anche per l’Ecomuseo Sogno di luce, dedicato all’inventore della lampadina Alessandro Cruto.


    Proseguendo lungo la ciclabile si raggiunge Pianezza: nella via principale sorge la Pieve di San Pietro (XII sec.) dalla caratteristica architettura romanica ma internamente affrescata nel Quattrocento da Jacquerio e la sua bottega; strettamente legata al percorso francigeno è la Chiesa di Santa Maria della Stella, dalla quattrocentesca e ricca decorazione ad affresco. Il nucleo fortificato del ricetto, profondamente trasformato o inglobato nel centro storico, è visibile solo in parte ma spicca ancora la medievale Torre del Ricetto, ora torre civica.


    Il percorso, oggi come allora, prosegue sulla destra della Dora Riparia seguendo la ciclabile sino a immettersi in Corso Marche, all’inizio dell’ampia zona della Pellerina di Torino, dove transitava l’originario percorso della Strata pellerina: poco a monte di Piazza Massaua si ricongiunge con l’itinerario francigeno di Corso Francia.
    L’attuale Piazza Statuto corrisponde all’area dell’antica Porta Secusina, in epoca medioevale supportata da un imponente sistema di domus hospitali per l’accoglienza soprattutto al di fuori o a ridosso delle mura, come l’Ospedale di Santa Maria, San Benedetto e San Solutore maggiore. E’ possibile ricostruire l’itinerario francigeno torinese attraversando il cuore della città fra Piazza Statuto, le vie Garibaldi, Barbaroux, Sant’Agostino, Santa Chiara e Milano, Largo IV Marzo e Piazza San Giovanni, dove sono ancora visibili tracce di edifici medioevali, e visitando le antiche chiese di Santo Spirito, San Domenico, Sant’Agostino, San Rocco, San Francesco d’Assisi, dei SS. Martiri e del Corpus Domini, anche se alcune sono state fortemente rimaneggiate in stile barocco. Gli alberghi e le locande per mercanti e pellegrini erano situati in centro e lungo la Dora Riparia, nei pressi delle porte della città.
    Cuore della devozione, non solo cittadina, è il Duomo di San Giovanni, unico monumento religioso rinascimentale di Torino, cui si accede anche dalla piazzetta impreziosita dal sabaudo Palazzo Reale e dominata dalla cupola realizzata dall’architetto Guarino Guarini tra il 1668 e il 1694 per custodire la Sindone, il lino che avvolse il corpo di Gesù Cristo.
    Da non perdere la visita al Museo Diocesano di Torino con ingresso da Piazza San Giovanni. Il Museo costituisce uno dei nodi del percorso del "Polo Reale", nucleo museale e culturale della città ed è inserito nella Chiesa Inferiore del Duomo di Torino.
    Dalla Piazzetta Reale si passa a Piazza Castello e a Palazzo Madama, oggi importante sede museale, che nasconde dietro la facciata barocca la Porta Decumana e parte delle mura che circondavano la colonia romana: da qui il percorso francigeno attuale segue Via Po per raggiungere la Gran Madre di Dio, una delle chiese più importanti e misteriose della città.

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