Percorso 1 - Da Torino a Vezzolano (Km 33,9)



Percorso 1 - Da Torino a Vezzolano (Km 33,9)


  • Torino - Bardassano (Km 18.3)

    Questo itinerario della Via Francigena ha inizio dalla borgata Sassi di Torino, in Piazza Modena, da dove parte anche la storica tranvia a dentiera che sale verso Superga e, unica nel suo genere in Italia, offre ai visitatori suggestivi panorami e un viaggio d’altri tempi sulle carrozze originarie.
    Da Piazza Modena si percorre la Strada Comunale di Superga (itinerario segnalato n°28) che sale ripidamente fra prestigiose ville e parchi padronali, raggiungendo una sbarra che impedisce l’accesso veicolare a una strada forestale: la si imbocca e si prende a seguire il percorso dapprima in lieve discesa, poi in piano per circa 600 m, immettendosi sul percorso n°29. Superato un piccolo guado, la carrareccia inizia a scendere ma la si deve abbandonare dopo circa 50 m e prendere un’accentuata salita a destra; ci si dirige quindi verso un traliccio della linea elettrica e si inizia un lungo attraversamento del versante collinare: in prossimità di una marcata curva a destra – dalla quale si ha una prima visione della Basilica di Superga - si abbandona il n°29 per seguire ancora il n°28 e si sale sul costone collinare, sino a toccare il tornante più ripido della Strada Comunale di Superga. Si continua in salita su un ampio sentiero che conduce a Pian Gambino: qui, raggiunta la carrareccia orizzontale, si svolta a sinistra e si guadagna il crinale.
    Da questo punto l’itinerario è segnalato con un’orma blu su sfondo bianco.
    Il percorso sbuca presso una casa vicina a un sottopasso, si dirige in piano sul tratto che porta verso la testata della Valle di Costa Parigi, supera un tratto di frana e un guado quindi imbocca una ripida salita lungo il costone. Si giunge così a una sterrata che tocca gli ingressi di Villa Canale e dell’ex Istituto Provinciale per l’Infanzia e, poco oltre il sottopassaggio della dentiera, la Strada Vicinale della Funicolare di Superga: svoltando a sinistra si giunge in breve alla stazione della cremagliera, da cui si sale al piazzale della Basilica.
    Il 2 settembre 1706 il duca Vittorio Amedeo II di Savoia e il principe di Eugenio di Savoia-Carignano salirono sul colle per osservare Torino assediata dai franco-spagnoli: il duca giurò che, in caso di vittoria, avrebbe edificato un monumento alla Madonna. E così avvenne: il 7 settembre la vittoria arrise ai piemontesi.
    La progettazione dell’edificio fu affidata all’architetto siciliano Filippo Juvarra: i lavori iniziarono nel luglio 1717 e la Basilica fu inaugurata con cerimonia solenne da Carlo Emanuele III di Savoia il 1 novembre 1731. Poiché all’epoca si arrivava alla sommità della collina (672 m, la seconda più alta del Piemonte) mediante un pessimo sentiero sassoso, tutti i materiali vennero trasportati a dorso d’asino ma il risultato fu imponente: 51 m di lunghezza e una cupola alta 75 m, caratteristiche che la rendono visibile anche da notevole distanza. Allo stesso modo, dal colle si gode un vasto panorama della città e dell’arco alpino.
    La Basilica si articola attorno a una chiesa a pianta circolare preceduta da un pronao sorretto da otto colonne corinzie; ai lati del corpo centrale si elevano due campanili, nei quali è possibile riscontrare l’influenza del Borromini; l’interno è decorato da lucenti sculture dei fratelli Filippo e Ignazio Collino.
    Per volontà di Vittorio Amedeo III, nella cripta riccamente decorata furono tumulati alcuni membri di Casa Savoia, fra cui Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele III, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele I. Nella parte posteriore della Basilica vi è memoria della sciagura aerea del 4 maggio 1949, in cui perirono i calciatori del “Grande Torino”.


    Sulla destra del sagrato si imbocca il sentiero in discesa che conduce alla “curva del tabachin”, si prende a sinistra per Baldissero Torinese e si prosegue deviando a destra sulla Strada dei Colli. Dopo circa 1 km si giunge a uno spiazzo da cui un tracciato a sinistra sale al Bric San Giacomo, quindi un sentiero in discesa, in direzione opposta a quello di provenienza, conduce a Strada Palucco: si costeggia una cava, si aggira ciò che rimane del Bric Palouch e si raggiunge l’incrocio con Strada per Valle Ceppi e Strada per Baldissero; si svolta prima a destra sulla provinciale per 400 m, poi a sinistra verso Rivodora e, dopo 300 m, si giunge a un trivio: si scende a destra per Strada Croce, che si riduce poi a carrareccia. Dopo circa 1 km troviamo un altro sentiero proveniente da destra, sul quale si prosegue verso Cordova e si raggiunge a destra il bivio per Pavarolo. Si attraversano le borgate Tetti Varetto e Tetti San Defendente, si devia a sinistra sulla strada per Castiglione/Gassino e la si lascia dopo 1 km per affrontare a destra la strada che conduce all’antico borgo di Bardassano (Comune di Gassino Torinese), sovrastato da un imponente Castello dell’XI secolo, adiacente il quale sorge la Parrocchiale di San Michele Arcangelo, di fine Ottocento. Superato il paese si ridiscende sul versante opposto, giungendo all’incrocio con la provinciale Castiglione/Chieri dove inizia la strada per Sciolze.

    Bardassano - Sciolze (Km 4,3)

    Poco prima del falsopiano, sulla sinistra, si trova il bivio per Cascina Grosso, da cui si segue la cresta della collina e si costeggiano il Colle del Fagnour (punto panoramico) e l’antico cimitero di Sciolze con la Cappella di Santa Lucia, datata intorno al 1200; proseguendo la discesa, si superano il bivio per Tetti Sachero e, poco dopo, quello per Montaldo Torinese: si entra quindi in paese, dominato dai resti del Castello di San Severino di origine medioevale, e si attraversa il paese verso Rivalba/Cinzano.

    Sciolze - Cinzano (Km 4,9)

    Dopo una curva si giunge al quadrivio “Le Pere”: proseguendo in salita verso Cinzano, si entra nei boschi fino a un pilone votivo e si raggiunge Piazza Sant’Antonio. Il Castello con il suo parco risale all’XI secolo e ha subito molte trasformazioni, fino all’attuale aspetto neomedioevale: insieme alla Chiesa Parrocchiale, costituisce un nucleo separato dal paese.

    Cinzano - Vezzolano (Km 6,4)

    Si continua per Moncucco Torinese lungo Via Roma e, dopo una discesa, si svolta per frazione Torrazza: presso la Cappella della Santa Trinità si tiene la destra, a fianco della Cascina Brunella. Al termine di un vigneto il sentiero continua dritto e attraversa la provinciale che collega Berzano San Pietro a Castelnuovo Don Bosco, procedendo verso Pogliano. Dopo alcuni tornanti si arriva alle case e si prende a sinistra: prima di arrivare a Cascina Betlemme si gira a sinistra, passando a monte della costruzione; al fondo di un prato si continua a destra lungo il punto panoramico “la Crocetta” e quindi si scende a sinistra all’Abbazia di Vezzolano.


    Isolato in una verde vallata, il complesso romanico di Santa Maria di Vezzolano (XII-XIII sec.) è uno dei principali monumenti tardo-romanici del Piemonte: fu luogo di ospitalità nel Medioevo e invita a una tappa di grande rilievo dal punto di vista artistico ma anche della devozione mariana. L’elegante facciata è caratterizzata dalla bicromia di mattone e arenaria e alleggerita da tre ordini di colonnine; l’elemento più sorprendente e raro dell’interno è il pontile (o jubé), scolpito a bassorilievo policromo, che taglia la navata centrale; in un tabernacolo dell’altare maggiore è degno di nota il quattrocentesco trittico policromo in terracotta a rilievo; sugli stipiti della finestra centrale dell’abside, l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunziata sono pregevoli rilievi romanico-lombardi in pietra verde; gli affreschi del chiostro, fra i quali la Leggenda di Carlo Magno con l’episodio che secondo la tradizione portò alla fondazione dell’Abbazia, rappresentano uno dei più interessanti cicli pittorici del Due-Trecento piemontese.

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