Percorso 2 - Da Vezzolano a Asti (km 44,3)

 

 
Percorso 2 - Da Vezzolano a Asti (km 44,3)
 
 
  • Albugnano - Castelnuovo Don Bosco (Km 5,5)

    Prima di riprendere il cammino, da Vezzolano una breve deviazione su strada asfaltata permette di raggiungere Albugnano e la chiesetta romanica di San Pietro, che conserva una preziosa abside coronata da archetti pensili intrecciati. Salendo alla Parrocchiale si raggiunge uno spettacolare belvedere su tutto il Piemonte.


    Il tratto fra Vezzolano e Castelnuovo Don Bosco presenta splendidi scorci paesaggistici. Tra i vigneti di Freisa si raggiungono la romanica Santa Maria di Cornareto, singolarmente orientata a nord, e, poco prima di entrare in paese, la Chiesa di Sant’Eusebio, ribassata rispetto al terreno: l’originario edificio romanico, sprofondato per uno smottamento, servì infatti da basamento per le successive ricostruzioni. Il centro storico è sovrastato dalla Torre medievale dei Rivalba, accanto alla quale sorge la barocca Chiesa della Madonna del Castello; la Parrocchiale di Sant’Andrea, con facciata settecentesca, conserva un dipinto di Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo”.

    Castelnuovo Don Bosco - Capriglio (Km 9,7)

    Castelnuovo è una delle più importanti mete del pellegrinaggio contemporaneo: il 16 agosto 1815, infatti, nella borgata Becchi di frazione Morialdo (oggi nota come Colle Don Bosco) nacque San Giovanni Bosco. Visitare questi luoghi significa riscoprire la sua straordinaria personalità e la sua opera diffusa in tutto il mondo: il percorso sale al Colle proprio da Morialdo, dove si trova anche una delle case in cui abitò San Domenico Savio (nato in frazione Mondonio); ci si immette quindi sulla “Strada del Papa” (in ricordo della visita di Giovanni Paolo II nel 1993) e si giunge al Santuario, composto da due grandi chiese sovrapposte e sormontate da una cupola.


    Si prosegue quindi fra pascoli e macchie boscate verso Capriglio, comune natale della madre di Don Bosco, la Venerabile Margherita Occhiena. Qui vi sono ben due chiese dedicate a San Martino, una nell’area cimiteriale e l’altra in frazione Serra, con tracce della struttura romanica; nella ex scuola elementare ha sede il Museo dedicato a mamma Margherita.

    Capriglio - Montafia (Km 1,6)

    Nel cimitero di Montafia si ammira la piccola Chiesa di San Martino. Anche il camposanto della frazione Bagnasco, che si tocca prima di giungere al capoluogo, riserva una sorpresa: la Pieve di San Giorgio (XII sec.), con pianta basilicale a tre navate e tre imponenti absidi.

    Montafia - Cortazzone (Km 5,6)

    A Mongiglietto di Cortazzone, la Chiesa di San Secondo (XI-XII sec.) richiede una sosta per l’eccezionale apparato decorativo: sulla cornice che sovrasta il portale troviamo l’ornamento a conchiglia, uno dei simboli del pellegrino, che indicherebbe la chiesa come luogo di tappa lungo la Via Francigena; sulle pareti esterne si scoprono figure umane e geometriche, animali e intrecci vegetali frutto di una fantasia inesauribile; gli splendidi capitelli dei pilastri interni (richiedere la chiave nella vicina cascina) costituiscono un altro grande repertorio simbolico: sirene bicaudate, pesci, pavoni, animali fantastici in un insieme a cui ancora oggi si tenta di dare completa interpretazione. Il capoluogo è dominato dal Castello medievale ricostruito nel XVIII secolo: dell’edificio originario sussistono l’antica torre quadrata e tratti delle mura, con tracce di merli guelfi.

    Cortazzone - Cinaglio (Km 4,8)

    Da Cortazzone il tracciato passa accanto alla Riserva Naturale Speciale di Valle Andona, Valle Botto and Valle Grande, che custodisce innumerevoli conchiglie ancora intatte, a testimonianza che nel Pliocene il mare ricopriva tutto il “Bacino Astiano”: i fossili sono concentrati in particolari strati, osservabili accompagnati dai guardaparco lungo le pareti delle incisioni vallive; si attraversa poi la località I Gorghi (con area di sosta attrezzata), il cui nome deriva dai vasconi che fino a 50-60 anni or sono venivano utilizzati per la macerazione della canapa; interessanti sono anche i cosiddetti “crotin”, grotte scavate nel tufo della collina e utilizzati come ricovero animali o deposito attrezzi.


    A Cinaglio, la chiesa romanica di San Felice (XII-XIII sec.) sorge in posizione dominante il paese e conserva affreschi della fine del Quattrocento: particolarmente interessante quello del catino absidale; i caratteri romanici si osservano ancora nel coronamento absidale esterno, con i suoi archetti pensili.

    Cinaglio - Settime (Km 3)

    Altra area di sosta e picnic si incontra presso il Laghetto della Peschiera, nel territorio del comune di Settime. Deviando per raggiungere il paese, dominato dal Castello di origini trecentesche, è possibile visitare la Chiesetta di San Nicolao nel recinto del cimitero: splendida l’abside con mezze colonnine a capitelli scolpiti e decorazioni ad archetti pensili sormontati dalla cornice a scacchiera; all’interno, curioso il bassorilievo con la rappresentazione di due asini danzanti che ricordano le feste degli asini o dei pazzi delle cattedrali francesi.

    Il percorso costeggia quindi il campo da golf “Il Feudo” per arrivare nella piazzetta della frazione di Asti San Grato di Sessant. Proseguendo verso il capoluogo, si giunge all’incrocio con la ex SS458, da percorrere in direzione Chivasso per poi svoltare a destra e seguire le indicazioni per Viatosto (sempre una frazione di Asti): qui la Chiesa di Santa Maria è la riedificazione trecentesca della romanica Santa Maria di Riparupta (XI sec.) e conserva all’interno bellissimi affreschi dal XIII al XVI secolo. Dal piazzale della chiesa, da cui si gode un piacevole panorama sulle colline e sul capoluogo, si scende a destra, verso la zona residenziale che circonda lo stadio.

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