Da Castello di Annone a Alessandria (Km 37,3)

 

 
Da Castello di Annone a Alessandria (Km 37,3)
 
 
  • Castello di Annone - Quattordio (Km 10)

    Nel Medioevo Castello di Annone rivestì un importante ruolo nella difesa della città di Asti e come luogo di sosta: ai piedi del castello vi era un hospitalis per viandanti e pellegrini. Un breve tratto sulla Via Fulvia, oggi trafficata statale verso Alessandria, consente di raggiungere l’incrocio per Rocchetta Tanaro e proseguire verso Cerro Tanaro. Una piccola deviazione su Rocchetta, invece, permette di incontrare la Chiesa di Santa Maria de Flexio, detta “delle Ciappellette” per le decorazioni ottenute con cocci di tegole di recupero, già dipendenza dell’Abbazia di Pomposa e con abside romanica.
    Uscendo da Castello di Annone, l’itinerario abbandona le colline astigiane per proseguire in direzione di Quattordio, nota in epoca romana per la presenza di un cippo miliare che denotava il quattordicesimo miglio da Asti: qui sono notevoli le dimore signorili, quali il seicentesco Palazzo Olivazzi e la sontuosa Casa Sanfront, sede dell’Amministrazione Comunale.

    Quattordio - Masio (Km 3,8)

    Si prosegue quindi per Masio, sulle prime alture del Monferrato, paese natale di Urbano Rattazzi: uno splendido punto panoramico per ammirare la valle del Tanaro, le vigne e gli antichi sentieri contadini. Simbolo del paese è l’antica Torre medioevale del XII secolo, alta circa 30 m, ma altrettanto significativa è la Parrocchiale dei SS. Maria e Dalmazzo. A qualche chilometro dal paese, in frazione Abazia, si incontra la Parrocchiale Regina degli Apostoli. Dopo essere entrati nella fitta boscaglia, si giunge al Castello di Redabue, di origine medioevale.

    Masio - Oviglio (Km 7,5)

    Camminando su strade bianche attraverso la campagna, si raggiunge Oviglio, dominata dalla Parrocchiale dei SS. Felice e Agata, di impianto romanico e decorazione barocca, e dal Castello trecentesco, che si può fregiare dell’attribuzione di “reale” in quanto a suo tempo acquistato dalla Regina Cristina di Savoia.
    Superato il torrente Belbo, si procede verso l’area archeologica di Villa del Foro. Tra le ipotesi più attendibili sulla sua origine vi sono le vittorie romane sui Liguri (179 a.C.) e il progetto di organizzazione dell’occidente padano attuato dal Console Marco Fulvio Flacco a partire dal 129 a.C.: lo testimonierebbe un tratto di strada identificabile con la Via Fulvia e indicato quale collegamento fra i centri di Derthona-Tortona and Hasta-Asti.

    Oviglio - Alessandria (Km 16)

    Si aprono quindi le porte di Alessandria lungo un itinerario che conduce attraverso le vie cittadine a scoprire una città accogliente, dove concedersi una passeggiata tra edifici storici e botteghe di artigianato di eccellenza, un aperitivo nelle piccole piazze, una sosta golosa per gustare la pasticceria.
    Alessandria ha dato i natali a numerosi e importanti personaggi del mondo della cultura, tra cui Umberto Eco, ma è anche la capitale del cappello: proprio qui, nel 1857, Giuseppe Borsalino avvia il suo primo laboratorio. Un “Borsalino” sarà compagno inseparabile per Humphrey Bogart, Gary Cooper, Anthony Quinn, Alain Delon ma anche Robert De Niro, Al Pacino, Robert Redford e ancora Warren Beatty, Federico Fellini, Paul Newman, Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Nella Sala Campioni di Palazzo Borsalino, il Museo, omaggio alla sapiente arte manifatturiera, ospita i campioni di tutti i copricapo realizzati sino ai giorni nostri: circa 2000 cappelli delle più diverse fogge, scelti tra i più significativi della produzione e del patrimonio estetico e culturale dell’azienda, prendono posto negli storici armadi disegnati da Arnaldo Gardella.
    In Piazza della Libertà sorgono il Palazzo delle Poste con il mosaico di Gino Severini, la sede del Comune e quella della Provincia a Palazzo Ghilini; in Via Guasco la chiesetta di Santa Maria del Carmine, la Chiesa della Beata Vergine Assunta e Palazzo Guasco, sede della Galleria Carlo Carrà; poco oltre, Santa Maria di Castello, cuore del medioevale Borgo Rovereto, già documentata nel 1107.
    Si esce infine dalla città lungo Via Mazzini, verso il Ponte Forlanini, per passare il fiume Tanaro.
ESPANDI


AGGIUNGI AI PREFERITI
|
VOTA
|
Appunti di viaggio
Per accedere agli strumenti devi essere loggato.
Non sei ancora registrato?

Ricerca


Hai dimenticato la password? Clicca qui

.EVENTI

RICERCA EVENTI