Da Tortona a Ceranesi (Km 87,7)

 

 
Da Tortona a Ceranesi (Km 87,7)
 
 
  • Tortona - Castellania (Km 17,1)

    Da Tortona il percorso segue il sentiero E1 (percorso europeo da Capo Nord a Capo Passero), in un paesaggio collinare che oggi torna a ospitare le preziosi viti del Timorasso.
    Nel primo tratto l’itinerario si sviluppa con piacevoli dislivelli in direzione sud, sfiorando Carbonara Scrivia e Villaromagnano, attraversando Montale Celli and Costa Vescovato con un agevole percorso; poco oltre si ammira il panorama di Castellania, che diede i natali al Campionissimo del ciclismo Fausto Coppi e ne ospita la Casa-museo e un monumento celebrativo.

    Castellania - Stazzano (Km 20,7)

    Il panorama incantevole, a perdita d’occhio fino al Monviso, accompagna tutto il tragitto, aprendosi su bianchi calanchi presso Sant’Alosio. Superata la Sella di San Vito, si procede restando in quota sino a Bastita (Comune di Garbagna), dove lo sguardo sale al Monte Ronzone e a scorci sulla Valle del Borbera.
    Il cammino porta quindi in prossimità dei ruderi del Castello e della chiesetta di San Martino a Sorli (Comune di Borghetto di Borbera) e poco dopo si raggiunge il Santuario della Madonna di Ca’ del Bello: da qui è possibile scendere verso la Val Borbera e concedersi una rinfrescante pausa nelle acque del torrente.
    La strada procede tra boschi di castagno e vecchie cascine fino al Santuario di N.S. di Monte Spineto, che offre ospitalità in occasione della festa di Sant’Anna. Il percorso scende poi verso Stazzano, dove si trova il Museo Civico di Storia Naturale: al suo interno, il più grande erbario della provincia di Alessandria, con 5.000 fogli.

    Stazzano - Serravalle Scrivia (Km 1,3)

    Attraversato lo Scrivia in località Lastrico, si giunge a Serravalle Scrivia. Villa Caffarena ospita il prezioso Antiquarium dedicato al sito archeologico di Libarna, situato lungo la strada che ricalca l’antico tracciato della Via Postumia (148 a.C.): della città romana sono oggi visibili solo i resti del teatro e dell’anfiteatro.

    Serravalle Scrivia - Arquata Scrivia (Km 4,6)

    Costeggiando la consolare si supera Arquata Scrivia, dominata da una bella Torre e dai ruderi del Castello medioevale, allontanandosi dalle carrozzabili lungo il sentiero E1 attraverso boschi di castagno e radure di ginestre.

    Arquata Scrivia - Sottovalle (Km 6,5)

    All’incrocio con la strada proveniente da Carrosio si propone una variante all’itinerario che conduce ai vigneti del Gavi, a Voltaggio e nel cuore Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo: un paesaggio di grande fascino che raggiunge l’Appennino nelle Terre dell’Oltregiogo, cerniera di unione tra la culture piemontese e ligure, qui fortemente permeate l’una dell’altra.
    Proseguendo sull’E1 da Sottovalle (Comune di Arquata Scrivia) fra boschi di rovere e castagno, si sale al ventoso valico della Colla del Prete (635 m), da cui si ammira un panorama caratterizzato dai tipici calanchi.

    Sottovalle - Fraconalto (Km 14)

    Si prosegue dunque in territorio ligure, risalendo il crinale verso la vetta del Monte Alpe (834 m) e la sua chiesetta: da qui lo sguardo spazia a 360°. Scesi lungo lo spartiacque, si arriva alla strada comunale e si svolta a destra per affrontare circa 5,5 km su asfalto attraversando la frazione Castagnola e giungendo all’incrocio con la SP163: qui si prende a sinistra e si imbocca la SP164, che sale in direzione di Fraconalto. Oltre l’abitato si incontrano la chiesetta di San Rocco e la Cascina Ventoporto; continuando sullo spartiacque tra i cespugli di ginestra si vede, nella valle sottostante, la chiesetta della Madonna di Leco.

    Fraconalto - Ceranesi (Km 23,5)

    Dopo un ulteriore tratto boscato, i segnavia E1 piegano a destra nel fitto della vegetazione, sull’antico itinerario ormai invaso dai cespugli: a questo punto conviene tenere la sinistra, coincidente con il tracciato dell’oleodotto. Superate un paio di rampe, si prosegue su una carrozzabile in lieve salita fino al Monte Poggio: al crocevia si svolta a sinistra, si supera una sbarra e si arriva in pochi minuti a incrociare l’Alta Via dei Monti Liguri, che da qui coincide con l’E1; in breve si giunge al Passo della Bocchetta (772 m), dove si trova un’area attrezzata per la sosta dalla quale, finalmente, si gode una splendida veduta del Mar Ligure. Percorrendo i sentieri indicati dal CAI Bolzaneto si può raggiungere il centro di Genova toccando alcuni dei forti che dominano la città dall’alto.
    Dal versante meridionale del Monte Leco, invece, si cammina tra cespugli di brugo e di ginestra e, in primavera, è possibile ammirare la fioritura della “viola di Bertoloni”. Lungo lievi saliscendi si attraversa un ambiente contraddistinto da bassi arbusti di nocciolo e si arriva a una sella ventosa, che mette in comunicazione la valle del Rio Crovi con quella del Rio dei Campi. Il sentiero si snoda quindi tra ampi pascoli, supera lievi pendenze e aggira il Monte Taccone, risalendo fino a un colletto: proseguendo sottocosta si conquista in breve il Passo Mezzano (1066 m), dove il segnavia dell’Alta Via dei Monti Liguri conduce ai Piani di Praglia. Da qui, camminando sempre in quota, si raggiunge in un paio d’ore N.S. della Guardia, il più importante santuario mariano della Liguria: edificato sulla vetta del Monte Figogna, a 804 m, è compreso nel territorio di Ceranesi, a circa 20 km da Genova.
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